13 agosto 2025

Ma forse "...Questa non è una sedia..."

 "

"Accomodati assenza" di Daniele Baron

Questa è una sedia

La sedia senza il sedente, lo scranno vuoto dell'occupante, il seggio del deputato ineletto.
E' la sedia dell'assenza, il segno del precario, il sogno vago del temerario, il desiderio di ardente rivalsa, la speranza di essere presente, la sedia dell'impaziente attesa del viandante e la sedia del vecchio scrutatore.
La sedia del riposo e la sedia del torturatore.
È il posto che manca nella mente, il padre che è morto ed il figlio che se n'è andato.
L'assenza del presente e la malinconia del senso ormai perduto. 
La sedia dell'assenza che riempie il vuoto sempre taciuto." (FrederickLAB)

Permetteteci di dire che l'assenza non è un disvalore, ma piuttosto una virtù. Non esserci, non essere, non è come morire. Significa lasciare aperte altre possibilità, spesso è un atto di liberalità verso chi ha più cose da dire e da fare.

Così qualche tempo fa celebrammo il vuoto che man mano si fa strada nelle nostre vite. Si potrebbe anche affermare, come ci è stato suggerito in passato, che "....Questa non è una sedia....", perché non sappiamo quale delle due sia l'ombra dell'altra, forse è solo la sublimazione di quello che manca, oppure di quello che non c'è più e che riempie il vuoto che pian piano si appropria inesorabilmente della nostra vita.  

12 giugno 2025

Referendum: nobile l’intento, maldestra la prova

Il referendum è passato, nobile l'intento, maldestra la prova. Va da sé che come sempre tutto è politicizzato, ossia che la kermesse elettorale si è risolta nel solito becero finale tra le parti in gioco fatto di accuse e rimproveri reciproci, di colpe ed errori attribuiti all'altro contendente, di rinfacci e schiaffi senza posa. E gli italiani stanno a guardare, tanto per parafrasare il titolo di uno sceneggiato di qualche decennio fa. Stanno a guardare perché alle urne si è recato soltanto il 30,5% circa degli aventi diritto e ne discende che ci siano andati per una gran parte gli elettori convinti del SI che, infatti, pare abbia raggiunto la quota di circa 14 milioni di consensi. Nel 2022 l'attuale maggioranza raccolse circa 12.074.039 di voti e con questi governa di tre anni. Mettiamola così, dato che ci sentiamo più che ottimisti: siamo adesso davanti ad una dote, se vogliamo possiamo definirla un nutrito gruzzolo da preservare e, grazie ai buoni auspici di un profeta non ancora giunto su questo pianeta, potrebbe trattarsi per tale profeta di un trampolino per tuffarsi in acque agitate, certo, ma nuotando a bracciate decise costui o costei forse raggiungerebbe una spiaggia mai praticata prima, denotando perlomeno l'abbrivio spontaneo di chi approfitta di un vento in poppa insperato. Insomma, per farla breve, questi 14 milioni di voti esistono ed è un fatto e non si possono trascurare, se pensiamo che rappresentano inequivocabilmente la volontà di un popolo progressista confuso, ma vivaddio sicuramente progressista. Ed il profeta, qualora scendesse su questo pianeta, non potrebbe far finta di vederlo essendo già bell'e pronto da coltivare. E qui, la sinistra che ancora non c'è non deve sminuirsi, tutto sta nel capire come cementare tale consenso, come infagottarlo per bene. Forse sarebbe più preciso dire: come intercettarlo.

Bisogna riflettere in particolare sul consenso ricevuto dai NO nel quesito sulla cittadinanza: all'incirca il 34,51% dei cosiddetti progressisti, circa 4.754.505 elettori che si sono mostrati sfavorevoli alla riduzione dei termini di concessione della cittadinanza. Non sono pochi. Tale risultato ha un significato politico enorme, inutile stare a girarci intorno. Potremmo ragionare se, nell'area progressista, ci sia un'aliquota attratta in qualche maniera dalle sirene del centrodestra.  Potremmo ragionare anche sul fatto che presumibilmente si tratta di una porzione di elettorato dei Cinque Stelle, retriva e tentennante in ordine a politiche migratorie più aperte. In una lettera al Corriere della Sera del 2024 Conte polemizzava contro l'eccessiva lunghezza del periodo necessario a richiedere la cittadinanza, ma qualche tempo dopo emergeva il vecchio trasversalismo grillino, quando sempre Conte affermava che il Movimento Cinque Stelle avrebbe dovuto attingere nell'area "non uniformemente progressista", seppure senza allontanarsene troppo, ma rivendicando a voce alta la sua autonomia dal PD. Non si dimentichi che il concetto di autonomia è stato poi inserito nello statuto del movimento, formalizzando una volta per tutte una posizione già caratterizzante di per sé. Infine va detto che nella scelta del NO sul quesito della cittadinanza ha inciso anche una sorta di fatale disallineamento tra una parte di elettori del PD ed i suoi dirigenti. Il succo della questione è che questo referendum ha rafforzato l'azione di governo ed indebolito quella dell'opposizione, al contrario di quello che accadde in occasione di quelli costituzionali del 2016 nell'era di Renzi, quando il Premier dette le dimissioni.  Forse la Schlein, Landini e gli altri promotori dovrebbero dare le proprie? Naturalmente no, ma probabilmente dovrebbero rimodulare qualcosa nella politica di contrasto ad un governo di destra che, sebbene a suon di decreti di urgenza, naviga a vele non gonfie, ma spiegate senza dubbio. Nel frattempo, rimaniamo in attesa di un profeta che atterri su questo pianeta e che ci venga a dire e fare cose semplicemente di sinistra.

08 giugno 2025

Il Tempo di Elliot - Epistola n. 6

Elliot in taffettà, uomo scalzo senza testa
Uomo scalzo senza testa / ChatGPT
Il tempo scorre e probabilmente noi ci spostiamo con lui, forse invece rimaniamo fermi e ci lasciamo trasportare. Quel che è certo è che niente rimane immobile nel punto in cui si trova: il dilemma è se il tempo si sposti autonomamente oppure venga indotto da un'altra forza a farlo. Ecco, così mi sento in questo periodo; sempre in movimento e quel che è peggio è che non so dove andare perché c'è troppa confusione. Mi compiaccio esclusivamente del presente, mi lamento del passato e diffido del futuro.. Quasi un fallimento direi, eppure non posso dire di essere infelice. Ritrovarsi dopo essersi smarriti, dopo essersi cercati, ciò implica necessariamente un certo senso di orientamento. Io e te, per esempio, ci siamo persi e ritrovati, non è vero Elliot? Sicuramente non so dove tu sia andato a finire ed impiego parte del mio tempo a cercare di scoprire il posto dove ti sei rifugiato. Eppure, mi pare che tu non te sia andato mai, ti percepisco sempre nei paraggi e so che per me ci sarai.

Qualche tempo fa ti ho scritto di una pandemia, successivamente di una guerra in Europa; e sono certo del tuo stupore davanti a queste notizie. Avevi lasciato un mondo sereno, beh si tutto sommato è vero. Decenni di piccole scaramucce, tragedie circoscritte, irrilevanti soprattutto per noi europei che le guardavamo da lontano, se vogliamo anche con un certo pietismo. Casa nostra invece rimaneva pulita, niente schiamazzi, solo tanto parlarsi addosso e qualcuno che giocava alla rivoluzione, ma niente guerre.

Guernica - dipinto del 1937 di Pablo Picasso
Guernica - dipinto del 1937 di Pablo Picasso

Poi ho iniziato a raccontarti degli eventi in Europa e tutto è cambiato, un fulmineo  ritorno al passato. Perché adesso invece devo dirti di un'altra guerra, sempre verso oriente. Ti vedo mentre ti siedi da qualche parte, forse un masso di pietra bianca come quelli che si trovano selvaggi tra gli ulivi e le verdi carici nell'assolata campagna dove siamo cresciuti insieme. Indossi il tuo taffettà verde coloniale e non porti calzature, hai sempre amato camminare scalzo. Lo so che sei arrabbiato, non tolleri gli sprechi, la mancanza di comunicazione, detesti ogni tipo di conflittualità ma non per questo sei arrendevole. Allora soffri, perché conosci la soluzione mentre gli altri non la considerano. Ogni dissidio, ogni conflitto per te è già superfluo, poiché tu partiresti sempre da un punto d'incontro. Ma lo vedi soltanto tu. Ricordi quante volte litigavamo per questo? Io polemico amante dei contrasti e tu pacifico tessitore di compromessi. Credo che sarebbe dura per te assistere a tutto lo scempio in cui sta adesso precipitando il mondo. E ciò mi rattrista mio amico caro, perché so che tutto ciò ti allontanerà da me ancora di più. Questo non è il tuo tempo, lo so; costringerti qui adesso significherebbe usarti una violenza immane, ma credimi, anch'io sono torturato dalla tua assenza. 
Il rebus da risolvere è proprio qui: avvicinarsi ed allontanarsi l'uno dall'altro tentando di esistere nel medesimo momento.

11 agosto 2023

Michela Murgia, la radicale impenitente.

La sua carica inesauribile di radicalismo, il suo vigore  polemico, la sua femminilità dirompente, il suo amore  sconfinato per i diritti, tutto questo ci mancherà. 

Michela Murgia, la radicale impenitente. Una donna coraggiosa in difesa dei diritti di tutti.
da https://www.lastampa.it/cultura/2023/09/02/news/murgia_ricordo_gianluigi_ricuperati-13022746/
  

Sarà stata antipatica per qualcuno, l'hanno  vergognosamente insultata come si fa con i bulli a scuola, ma lei è è stata sempre più forte, ha sfoggiato la dignità di chi combatte per una società più civile e quel sardo coraggio di affrontare tutto senza abbassare mai la testa.


Mancherà la sua letteratura a volte scorrevole, a volte spigolosa, il suo dire tutto quello che va detto senza esitare mai, la sua caparbietà nell'opporsi alle ingiustizie sociali.

Il racconto finale della sua morte incombente ha dissipato poi la maggior parte dell'astio e dell'ironia contro di lei, riuscendo a diluire il contrasto con le sue idee anche nei suoi maggiori nemici.

Adesso è il momento di raccogliere un'eredità difficile per continuare a sventolare il vessillo delle sue idee.

Michela Murgia su Twitter

08 agosto 2023

La malattia di Matteo Messina Denaro


I legali di Matteo Messina Denaro hanno dichiarato che il loro assistito sta molto male e le sue attuali condizioni di salute non sono compatibili con il trattamento previsto dall'art. 41 bis. Secondo l'avvocato Cerella, il cancro è arrivato al quarto stadio e tenerlo rinchiuso a regime di carcere duro equivale ad un vero e proprio atto di bullismo da parte dello Stato. Per questo motivo il detenuto si sta anche lasciando andare, non si sa bene quanto involontariamente, rinunciando anche a nutrirsi.

La cattura di Messina Denaro del 16 gennaio 2023. Il blitz della clinica La Maddalena
https://www.fanpage.it/attualita/ecco-il-vero-volto-di-matteo-messina-denaro-la-prima-foto-dopo-larresto/

Ora, per carità, nessuno di noi vorrebbe accanirsi sul malato terminale, ed infatti non lo faremo perché ne va del nostro senso di umanità. Curiamolo come si deve perché lo Stato è talmente autorevole da potersi permettere la tutela dei diritti fondamentali anche in situazioni estreme come questa. Ma non si cada nell'errore opposto di concedere troppo a chi niente ha mai concesso, soltanto per amore di compassione.

Bisogna precisare che il 41 bis nacque ben prima delle bombe mafiose dei primi anni novanta, precisamente nel 1986 con la fondamentale Legge Gozzini, con l'esigenza primaria di fronteggiare in via eccezionale le rivolte in carcere che in quegli anni erano frequenti. Pensiamo alla rivolta del carcere di Trani del 28 dicembre 1980,  quella del carcere di Porto Azzuro del 25 agosto 1987, tutti eventi che minavano la sicurezza all'interno degli istituti di pena e che avevano sempre lo scopo ultimo di fare pressioni sul potere legislativo per ammorbidire il trattamento penitenziario riservato ai detenuti.

Nel 1992 la sua applicazione venne estesa al fenomeno dell'associazione di stampo mafioso e nei casi di grave pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica; infine nel 2002 cominciò ad essere applicata anche nei confronti dei detenuti per reati di terrorismo

Si tratta, questo va detto, di un regime carcerario molto duro che mal si addice ad un sistema come il nostro in cui la finalità della pena consiste nella rieducazione del condannato, essendo la sua ratio invece  quella di forzare il sottoposto alla collaborazione con gli inquirenti a prescindere da un suo effettivo recupero. 

Nonostante l'evidente odore d'incostituzionalità, sia la Corte Costituzionale che la CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo), ne hanno più volte sancito la legittimità.

In definitiva è una misura da considerare di regime speciale che viene applicata in situazioni di speciale pericolosità ed in cui il bilanciamento tra l'interesse dello Stato a reprimere ogni forma di comunicazione con l'esterno e d'altra parte l'esigenza di assicurare al detenuto la pienezza di ogni suo diritto di recluso pende di gran lunga a favore della prima.

E' questa l'essenza primaria dell'art. 41 bis: derogare al principio di rieducazione della pena per parare un colpo potenzialmente mortale inferto allo Stato. 

E se poi quel detenuto si redime pure, sarà stato raggiunto un doppio risultato.

Alfredo Cospito durante un'udienza volta a valutare l'esigenza dell 41 bis
Autore: Alessandro Di Marco Copyright: ANSA
Matteo Messina Denaro è un criminale che ha commesso reati gravissimi di stampo mafioso attentando costantemente per tutta la sua vita alle fondamenta dello Stato e che, se svincolato dalle condizioni detentive stabilite dal 41 bis, anche se per un breve lasso di tempo, potrebbe riallacciare vecchi rapporti mafiosi, comunicare con l'esterno, dare ordini ai suoi uomini in libertà, insomma continuare indisturbato ad esercitare il suo potere.

Ma se ripensiamo al lungo braccio ferro sostenuto invano con lo Stato da un altro detenuto sottoposto al regime del 41 bis, l'anarchico Alfredo Cospito e facendo le dovute proporzioni di pericolosità tra i due reclusi, soppesando poi il tutto al netto di morti ammazzati e stragi compiute, allora bisogna concludere che non si capisce proprio perchè Matteo Messina Denaro debba poter ottenere la sospensione e tantomeno la cessazione del 41 bis. 



07 agosto 2023

Nell'aria bruciata di agosto


Nell'aria bruciata di agosto, si è alzata una nuvola di polvere sottile, ha invaso il piazzale, sul quale mi sono affacciato tante volte.

Immagine della Stazione di Bologna subito dopo l'esplosione della bomba. I soccorsi sono consistenti ma appaiono disorganizzati. L'effetto è devastante.
Bastava la voce dell'altoparlante, con quegli inconfondibili accenti, per farmi sentire che ero arrivato a casa. Adesso la telecamera scopre l'orologio, con le lancette ferme sui numeri romani: le dieci e venticinque.

Un attimo, e molti destini si sono compiuti.

Ascolto le frasi che sembrano monotone, ma sono sgomente, di Filippini, il cronista della TV, costretto a raccontare qualcosa che si vede, a spiegare ragioni, motivi che non si sanno: lo conosco da anni, e immagino la sua pena. Dice: "Tra le vittime, c'è il corpo di una bambina."

(Enzo Biagi, Corriere della Sera 2 agosto 1980)

Immagine simbolo strage di Bologna

La strage è di per sé un atto di annullamento collettivo, di soppressione violenta di una coscienza comune e democratica. 

La strage è fascista sempre. 

Nella sua finalità ultima, che era quella di indurre i molti a piegare la testa in favore dei pochi attraverso il ricorso alla violenza, spezzò la speranza di pace di un popolo indifeso.

Anche per questo il Parlatoio è antifascista.


Strage Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 - Sentenza Corte di Assise di Bologna 06 aprile 2022

Documenti audio (da stragi.it)

GR1 ed straordinaria 2 ago 1980 ore 11.55 / GR1 ed straordinaria 2 ago 1980 ore 17:00 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 1 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 2 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 3 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 4 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 5 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 6 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 7 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 8 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 9 / Conversazioni radio subito dopo la strage di Bologna 10




02 agosto 2023

Elliot, oggi ti parlerò di Andrea, un esploratore della verità. - Epistola n. 5

Andrea Purgatori, uno dei migliori giornalisti d'inchiesta esistiti in Italia
img da Flickr
Caro Elliot, oggi vorrei parlarti di una persona che ha dimostrato come si dedica la propria vita alla ricerca della verità. Non a caso oggi, il giorno in cui quella maledetta bomba proiettò migliaia di frammenti mortali facendoli entrare come missili appuntiti dentro corpi innocenti che volevano soltanto continuare a vivere le loro vite fatte di normalità, di affetti, di semplice esistenza. Alcune menti disturbate decisero che quei corpi dovessero essere privati in un solo tragico e surreale istante del loro umano destino.
Da allora questa persona volle opporsi con tutte le sue forze all'oblio forzato e alla passiva accettazione delle pillole indorate e propinate ad uso e consumo della storia. Lui non riusciva proprio a starsene zitto e buono, tutti quei corpi erano il suo corpo e sentì anche i frammenti di quella bomba penetrare nelle sue membra, ne avvertì il dolore e credette perfino di esser morto come gli tutti gli altri. Comprese che da quel giorno morimmo un po' tutti e quindi iniziò a lottare strenuamente contro tutti gli insabbiatori, mistificatori, deviatori, depistatori, raccontatori di menzogna, corruttori, fabbricatori di muri di gomma, investigatori del falso, calunniatori del vero, strumentalizzatori, assassini di esseri umani, ammazzatori di ideali, traditori, elettori in malafede, narratori prezzolati, bombaroli secretati e politici acquistati. Lo fece senza aver paura, anzi no, la paura si fece sua compagna ma lo spronò a continuare perché voleva giustizia. Sai amico mio, la giustizia non è un'opinione; è tremendamente monotona e non cambia mai. Quindi fu facile per lui fissare l'obiettivo di perseguirla, perché lui era dannatamente elementare nei suoi ragionamenti e grazie a questo suo atteggiamento da bimbo curioso s'incaponì fino ad aprire una, due, tre, quattro crepe e quel muro di gomma prese improvvisamente a deteriorarsi. Oggi sappiamo grazie a lui che quella strage fu un eccidio e basta, senza se e senza ma, finalizzato fin dal principio ad alimentare le pulsioni fasciste di una nazione con la memoria malata. Come le Fosse Ardeatine, come S. Anna di Stazzema, come Marzabotto, come Portella della Ginestra, come Milano, anche Bologna si aggiunse all'elenco dei crimini commessi in nome dei principi dell'autoritarismo e della prevaricazione dell'uomo sull'altro uomo. Adesso Andrea non c'è più neanche lui sul serio ed ovviamente ha lasciato un vuoto immenso nella schiera di coloro che  cercano con fatica immane lo stesso tesoro, ma il patrimonio che ha lasciato è altrettanto grande e non va assolutamente perduto. Ed è per questo che ti scrivo, Elliot: non è che dalle tue parti conosci qualcuno che possa raccogliere il fardello di Andrea e continuare a combattere la sua battaglia? Perché io qui non ne vedo ancora nessuno.